Il meccanismo del payback sanitario, così come oggi applicato alle aziende fornitrici di dispositivi medici, è un errore sistemico. Costringe migliaia di imprese, che hanno operato legalmente secondo gare pubbliche, a coprire retroattivamente sforamenti di spesa sanitaria decisi dalle Regioni e non da loro.
Risultato: oltre 4.000 imprese a rischio, molte delle quali PMI italiane, e fino a 30.000 posti di lavoro in pericolo.
Il danno supera i 2 miliardi di euro, senza contare la perdita industriale e di capacità produttiva nazionale.
Obiettivi della proposta
- Azzerare il danno causato dal payback per gli anni passati.
- Riformare il sistema di acquisto e rendicontazione dei dispositivi medici.
- Salvaguardare occupazione e continuità delle forniture al SSN.
- Ristabilire la fiducia tra Stato e imprese.
- Trovare coperture reali e sostenibili, senza tagliare spesa sociale.
Fase di emergenza: blocco e riparazione
a. Sospensione del meccanismo di payback (anni 2015–2023)
- Intervento legislativo urgente per bloccare la riscossione retroattiva.
- Annullamento giuridico delle richieste in essere: lo Stato non può chiedere il rimborso di spese che ha deciso e autorizzato.
b. Riconoscimento del danno subito dalle imprese
- Classificazione del “payback” come debito ingiusto dello Stato verso il sistema produttivo.
- Apertura di istanze di rimborso o compensazione fiscale per le aziende danneggiate.
Sistema futuro: un modello sostenibile, equo e trasparente
a. Superamento definitivo del payback
- Riforma del Titolo V in materia di spesa sanitaria: le Regioni non potranno superare i tetti di spesa autorizzati senza copertura certa.
- Ogni acquisto dovrà avere copertura economica ex ante vincolata.
b. Contratti pubblici chiari, tracciabili, protetti
- Obbligo di gare centralizzate regionali o interregionali, con:
- tetti di spesa ex ante;
- tracciamento in tempo reale tramite piattaforma digitale nazionale;
- clausole anti-retroattività e protezione per i fornitori certificati.
c. Creazione dell’Osservatorio Nazionale dei Dispositivi Medici**
- Organo indipendente sotto AIFA per:
- monitoraggio dei prezzi, dell’uso e della spesa per dispositivi medici;
- supporto tecnico alle Regioni per acquisti razionali;
- prevenzione di sprechi e acquisti non appropriati.
Coperture finanziarie: dove prendere i soldi
A. Fondi esistenti, non utilizzati o mal allocati
- Fondi PNRR – Missione 6 (Salute): riallocazione di 400 milioni non ancora spesi.
- Fondi per la coesione (FSC 2021–2027) destinati alla sanità regionale inefficiente: altri 400 milioni disponibili con rinegoziazione.
B. Contributi straordinari temporanei (2025–2027)
- Tassa temporanea del 2% sugli extra-profitti delle multinazionali farmaceutiche e assicurative sanitarie che operano in Italia: stima 250 milioni/anno.
- Revisione dei crediti d’imposta e bonus inutilizzati nel settore sanitario privato: recuperabili fino a 300 milioni/anno.
C. Risparmi strutturali
- Riduzione del 30% delle consulenze esterne regionali in sanità: risparmio di 100 milioni annui.
- Taglio delle duplicazioni burocratiche e delle spese improduttive in ASL e aziende sanitarie: risparmio stimato altri 150 milioni annui.
Politiche di accompagnamento
a. Piano nazionale per l’autonomia produttiva in dispositivi medici
- Incentivi a reshoring e produzione nazionale di dispositivi strategici (siringhe, defibrillatori, protesi base, sensori).
- Zone industriali sanitarie in aree svantaggiate per attirare investimenti.
b. Crediti d’imposta e sostegni fiscali
- Per le imprese colpite dal payback e che mantengono l’occupazione.
- Esenzione IRAP triennale per imprese del comparto biomedicale con certificazione etica.
c. Tavolo permanente pubblico-privato
- Sede: Ministero della Salute + MIMIT.
- Composto da: imprese, sindacati, Regioni, associazioni di categoria, tecnici indipendenti.
Visione politica di Scelta Libera
Il futuro della sanità pubblica italiana non può reggersi su fornitori ricattati e imprese schiacciate da debiti non loro.
Scelta Libera propone un modello equo, trasparente, efficiente, in cui:
- lo Stato paga ciò che ordina;
- le imprese producono ciò che serve;
- i cittadini ricevono cure sicure, senza interruzioni.