A1) Diritto alla mobilità e all’uguaglianza: il Concetto di Mobilità Sociale (aerea, marittima incluse merci) si sposa perfettamente con quanto previsto dall’ art. 3 (obbligo per lo Stato di rimuovere qualunque ostacolo al pieno sviluppo ed uguaglianza dei Cittadini) ed all’art. 16 (diritto alla mobilità) della Costituzione della Repubblica Italiana, nonché all’art. 13 della Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo: “la mobilità è un Diritto inalienabile”! Appurato che il tutto viene visto quale diritto, deve intendersi che si bandisce una gara pubblica non per permettere ad una sola azienda di vincere, ma che vi sia la libertà per qualsiasi operatore del volo, siano essi aziende certificate con COA, o Broker i quali operano con aziende certificate con COA, che possano parteciparvi con gli stessi diritti di poter acquisire gli slot per bande, per i collegamenti sule stesse rotte e destinazioni e che questi, non siano contingentati.
Abolire/modificare la richiesta di garanzia fidejussoria bancaria di importi ingenti, sempre nell’ottica di mettere sullo stesso piano tutte le aziende partecipanti e non limitare nessun orario o numero di voli per dette rotte per ogni azienda.
A2) Costi delle tratte: tali costi devono essere liberi e stabiliti dalle aziende concorrenti tra loro: i costi devono poter essere reali in quanto ad oggi il costo dell’utilizzo di un aeromobile è ben definito e, attuando la libera concorrenza nel regime di libero mercato, le aziende concorreranno tra loro nel poter fare il miglior prezzo possibile al ribasso su queste destinazioni, aumentando il numero dei voli e gli operatori presenti; come effetto, si avranno, aumenti dei posti di lavoro in questo settore, e aumenti di maestranze all’interno degliaeroporti interessati.
A3) Tasse aeroportuali: il costo delle tasse aeroportuali, in alcuni casi, è superiore al costo del singolo biglietto (Ryanair ne è l’esempio); per tanto vista la situazione svantaggiata dei collegamenti, non solo dei sardi stessi per raggiungere le città italiane, ma anche di tutti i cittadini italiani che dalle loro città vogliono venire, chi per lavoro, chi per turismo nelle città della Sardegna, possa venire abbattuto del 50% il costo delle tasse stesse.
A4) Deduzione Fiscale del costo del biglietto: l’azione forte e che da una parte fa risparmiare la contribuzione pubblica e, dall’altra aumenterebbe l’utilizzo dell’aeromobile, è l’incentivare la corretta transazione economica, è far si che, il 30% del costo del biglietto (tolte tasse e IVA), diventi deducibile sulla propria dichiarazione dei redditi, sia di persone fisiche che giuridiche. Così facendo le varie agenzie viaggi e tutti gli operatori stessi, diventano obbligati a rilasciare fattura (nel caso di cittadino privato al posto della partita iva immettere Codice Fiscale), ed esisterebbe una più efficace contribuzione sia per iva che per tasse. È uno strumento non di poco conto questo se si fa rifermento anche al fatto che, le aziende estere che operano sul suolo italiano, diventerebbero obbligate a fare fattura, corrispondere le imposte in Italia e, così si sensibilizza il passeggero al fatto che, il rilascio della fattura, ti aiuta a concorrere per essere in regola con lo Stato.
A5) Contribuzione pubblica: a questo punto volendo dare un apporto economico a tutti gli operatori che volano per i collegamenti dagli aeroporti sardi, nelle rotte definite nelle città italiane, stabilire un tetto di contribuzione max di € 2.000.000,00/anno per aeroporto sardo per operatore e per rotta, con obbligo di garantire N. 3 collegamenti, definiti “BASE” tra Cagliari e Roma FCO e Cagliari e Milano LIN, lo stesso dicasi per Olbia e Alghero. L’assegnazione di questi contributi potrebbe essere schematizzata in questo modo:
1) alle prime 5 aziende che inviano la loro migliore proposta economica, si assegna il contributo,
2) superate le N. 5 Aziende, il contributo lo si diminuisce di 1/6 se arriva la sesta, di un 1/7 se arriva la settima e via via così…
In questo modo, se si presentassero N. 5 operatori, il costo annuo per aeroporto sarebbe max di € 10.000.000,00 per un totale max di € 30.000.000,00 (considerando i tre aeroporti base e operativi in Sardegna), ma più di tutto la spesa annua di questo contributo, (sempre lo si voglia), sarebbe di € 30.000.000,00 e non di € 105.000.000,00.
Il contribuito minimo per rotta viene rilasciato come quota una tantum annua, suddivisa tra le aziende partecipanti e poi sulla base del volato mensile e del coefficiente di riempimento mensile, sempre per garantire il diritto alla mobilità, definita la cifra uguale media per tutti del costo di quella tratta, la Regione finanzia esclusivamente i posti rimasti vuoti solo nella misura del 15% con il costo medio stabilito, tolte le tasse, alle aziende che hanno effettuato i voli.
Come risparmio non sia poco e soprattutto avrebbe un tetto massimo e il contributo non può sforare all’aumentare dei partecipanti, e soprattutto gli operatori lavorerebbero in regime di libero mercato e libera concorrenza, garantendo un numero di voli superiori ad un costo più basso
È un altro grosso risparmio perché, oggi con il sistema attuale, si paga il 65% dell’intero costo orario dell’aeromobile, che spesso maschera il 100% dei costi, in più questo sistema, obbliga l’azienda a fornire il resoconto mensile dei posti venduti e quindi fare l’esatto calcolo del dare/avere con un gran risparmio per l’ente, dati che oggi, si fatica a trovare e conoscere realmente.