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Per una vera liberazione fiscale: abolire l’IVA sulle tasse delle tasse

In Italia, uno dei problemi più evidenti del nostro sistema fiscale è la logica perversa con cui lo Stato applica le imposte. Non è raro, infatti, imbattersi in una situazione paradossale: si paga l’IVA su altre imposte. È il caso delle accise sulla benzina, degli oneri sulle bollette elettriche e di molte altre spese che finiscono col diventare “tasse sulle tasse”. Questa pratica non è solo ingiusta, ma in molti casi potrebbe configurarsi come incostituzionale, andando contro il principio di capacità contributiva sancito dall’articolo 53 della Costituzione.

Il movimento Scelta Libera propone una riforma semplice ma radicale: abolire l’IVA sulle accise e sugli oneri aggiuntivi già gravati da imposte. Non si tratta di un favore ai cittadini, ma di una questione di equità e di rispetto della Costituzione. Quando si applica l’IVA su un’imposta esistente, il contribuente non paga per un servizio o un bene reale, ma subisce una tassazione doppia, che diventa una vera e propria espropriazione indiretta.

Prendiamo ad esempio la benzina: oggi il prezzo alla pompa include un’IVA che grava anche sulle accise, cioè su una tassa già imposta dallo Stato. In sostanza, lo Stato tassa sé stesso attraverso il consumatore. Lo stesso accade con l’energia elettrica, dove gli oneri generali di sistema, già calcolati come contributi obbligatori, vengono a loro volta assoggettati all’IVA. Il risultato è un aumento artificiale dei prezzi, che colpisce maggiormente le fasce di popolazione più deboli, penalizzando famiglie e piccole imprese.

La proposta di Scelta Libera non è solo una battaglia fiscale, ma una visione di politica economica basata su trasparenza, equità e crescita reale. Eliminare l’IVA sulle tasse delle tasse significa ridurre il peso fiscale senza diminuire i servizi pubblici, perché si tratta semplicemente di correggere una doppia imposizione ingiustificata. È una misura che libererebbe risorse per consumi, investimenti e sviluppo, stimolando l’economia senza gravare ulteriormente sui cittadini.

Inoltre, questa riforma porterebbe a un principio di chiarezza che dovrebbe guidare ogni politica fiscale: non si tassa ciò che è già tassatoLo Stato deve essere un arbitro e un facilitatore, non un moltiplicatore di balzelli per fare cassa sulla pelle dei cittadini. Solo rispettando questo principio, l’Italia potrà davvero parlare di giustizia fiscale e di una politica economica che mette al centro le persone e non solo il gettito.

In conclusione, abolire l’IVA sulle accise e sugli oneri gravati da altre tasse non è un lusso o un favore: è una necessità costituzionale ed economica. È il momento di una scelta libera, una scelta che restituisca dignità e risorse ai cittadini e che corregga una delle storture più evidenti del nostro sistema fiscale.