Nel corso degli ultimi decenni, l’Italia ha progressivamente ceduto quote rilevanti della propria sovranità a organismi internazionali ed entità sovranazionali, spesso senza un vero dibattito pubblico e senza un mandato esplicito del popolo. Trattati firmati in nome dell’integrazione e della cooperazione hanno finito per limitare la capacità dello Stato italiano di decidere autonomamente su questioni economiche, politiche, fiscali e perfino sanitarie. È giunto il momento di affermare con chiarezza un principio fondamentale: la sovranità della Repubblica Italiana, espressione diretta del popolo, deve essere superiore a qualsiasi vincolo esterno.
Un nuovo articolo costituzionale per riaffermare l’autodeterminazione nazionale
La proposta è semplice ma rivoluzionaria: introdurre nella Costituzione un articolo chiaro, netto e non interpretabile, che stabilisca quanto segue:
“La sovranità della Repubblica Italiana e la volontà democratica espressa dal suo popolo prevalgono su qualsiasi norma, trattato o vincolo internazionale che risulti in contrasto con i principi fondamentali dell’ordinamento costituzionale italiano.”
Una simile disposizione non è un gesto isolazionista, bensì un atto di dignità nazionale. Cooperare sì, ma da pari a pari. L’Italia non può continuare a ratificare norme esterne che condizionano la sua politica industriale, fiscale, sanitaria o militare, senza poter rivendicare il diritto ultimo di autodeterminarsi.
Perché è necessario questo cambiamento
- Rendiamo effettiva la sovranità popolare.
Se il popolo è sovrano, allora nessun accordo internazionale può scavalcare la volontà democratica espressa nelle urne. - Difendiamo l’interesse nazionale.
Le norme globali spesso sono costruite su misura per interessi economici e geopolitici che non coincidono con quelli del nostro Paese. - Ripristiniamo la centralità della Costituzione.
La Carta del 1948 è stata pensata per uno Stato libero e autonomo, non per una Repubblica vincolata da dispositivi tecnocratici esterni.
Cooperazione sì, subordinazione no
Il movimento Scelta Libera non è contrario alla cooperazione internazionale tra Stati liberi. Ma una nazione che non ha più la facoltà di dire “NO” non è più una nazione, è un territorio amministrato. L’obiettivo non è rompere i rapporti con il mondo, bensì ridefinirli su basi di rispetto reciproco. Un’Italia che mette al centro la propria Costituzione è un’Italia più forte, non più isolata.
Un nuovo patto tra Stato e cittadini
La proposta di inserire questo nuovo articolo costituzionale rappresenta un patto di riconciliazione tra istituzioni e cittadini: prima viene l’Italia, prima viene il popolo, poi tutto il resto. Solo così sarà possibile parlare di democrazia vera, non di adesione burocratica a decisioni prese altrove.
Scelta Libera significa questo: restituire al popolo italiano il diritto di decidere sul proprio destino.