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Maturità 2025: tra emozioni, attese e la necessità di una scuola da rifondare

Giugno 2025. Come ogni anno, l’Esame di Maturità segna una soglia: per centinaia di migliaia di studenti italiani, è il rito di passaggio verso l’età adulta. Un momento carico di emozioni, aspettative e inevitabile ansia. Ma dietro il sudore delle prove scritte e l’incertezza dell’orale, si cela qualcosa di più profondo: la fotografia – nitida, a tratti impietosa – dello stato in cui versa il nostro sistema educativo.

In un Paese che troppo spesso affronta la scuola con retorica stanca o polemiche sterili, la Maturità rappresenta invece un’occasione preziosa per riflettere sulla funzione civile e culturale dell’istruzione. Scelta Libera intende cogliere questo momento per proporre un’analisi che parte dai ragazzi e si allarga alle fondamenta stesse della Repubblica.

I maturandi del 2025 sono figli di un’epoca complessa. Sono cresciuti tra lockdown, DAD, incertezze occupazionali e un clima culturale in cui la conoscenza sembra costantemente svalutata. Eppure, si presentano all’esame con determinazione, speranza e desiderio di futuro.

Ma cosa trova, davvero, uno studente italiano al termine del suo percorso scolastico? Una scuola ancora troppo improntata alla trasmissione passiva dei saperi, al nozionismo, a una valutazione spesso più formale che formativa. Un mondo educativo che si affanna a stare al passo coi tempi, ma che resta prigioniero di logiche novecentesche, quando non addirittura ottocentesche.

L’Esame di Maturità, pur nel tentativo di riformarsi, continua a rappresentare un momento disallineato rispetto al resto del percorso scolastico. Non solo nella forma, ma soprattutto nel senso. Spesso misura l’ansia più che la preparazione, la capacità di memoria più che quella di analisi, l’adeguamento più che la creatività.

Scelta Libera ritiene che la valutazione finale debba essere radicalmente ripensata. Deve diventare un’occasione per valorizzare i talenti, per riconoscere i percorsi individuali, per collegare scuola e mondo reale. Non basta correggere le tracce del tema o variare le griglie di valutazione: serve un salto culturale, non solo tecnico.

Politica culturale: istruzione come investimento strategico

L’Italia investe ancora troppo poco in istruzione. Siamo tra i fanalini di coda in Europa per spesa pubblica in rapporto al PIL; infatti, pensiamo ad alimentare la guerra in Ucraina e spendere di più in armi. Ma soprattutto, manca una visione sistemica che consideri la scuola come leva prioritaria di trasformazione sociale e democratica.

Scelta Libera propone una politica culturale fondata su tre assi:

  1. Autonomia reale delle scuole, accompagnata da responsabilità e trasparenza, per favorire l’innovazione pedagogica e il legame con il territorio.
  2. Formazione continua e retribuzione adeguata dei docenti, con un chiaro riconoscimento della centralità della loro funzione educativa.
  3. Riforma dei curricula, che metta al centro le competenze critiche, il pensiero complesso, la cittadinanza attiva e l’educazione alla libertà.

Parlare di scuola significa parlare di futuroMa anche di presente. Significa decidere che tipo di cittadini vogliamo formare, quali strumenti offrire per affrontare le sfide del mondo, quali valori mettere al centro della convivenza democratica.

In questo senso, l’Esame di Maturità è solo la punta dell’iceberg. Dietro di esso si cela l’urgenza di rifondare un sistema educativo che oggi rischia di riprodurre le disuguaglianze invece che combatterle, di spegnere talenti invece che accenderli.

Scelta Libera crede in una scuola che non sia solo luogo di trasmissione, ma officina di libertà. Dove si impara a pensare, a dissentire, a scegliere. Dove la maturità non sia un esame, ma un percorso. Dove il futuro sia davvero nelle mani di chi lo studia.

La Maturità 2025 ci invita a una maturazione collettiva. È tempo che anche la politica, tutta, affronti il tema dell’istruzione con serietà e coraggio. Perché non ci sarà nessuna Italia più giusta, più libera, più forte, senza una scuola profondamente rinnovata.