La pandemia da COVID-19 ha aperto una stagione politica e sociale segnata da profonde tensioni tra il principio di tutela della salute pubblica e i diritti fondamentali riconosciuti dalla Costituzione italiana. In questo contesto, il movimento Scelta Libera si è distinto per la sua lotta contro legislazioni percepite come autoritarie e oppressive, con l’obiettivo di difendere i principi inviolabili e universali che definiscono uno Stato civile e democratico.
Sin dai primi giorni dell’emergenza sanitaria, prima ancora che fossero introdotti i vaccini anti-COVID-19, Scelta Libera ha denunciato il rischio di un arretramento dei diritti costituzionali nel nome di un presunto bene collettivo. Questo arretramento, secondo il movimento, non è stato solo il risultato di misure emergenziali, ma anche della “povertà culturale e democratica” diffusa, che ha portato molte persone, incluse figure teoricamente qualificate, ad accettare un bilanciamento dei diritti fondamentali a favore della sicurezza sanitaria e del bene comune.
Il fenomeno non si è limitato alla salute pubblica. La stessa logica è stata applicata ad altri ambiti, come la gestione dell’energia, delle risorse ambientali e dell’alimentazione, generando un clima di paura e di accettazione passiva di soluzioni che hanno sacrificato i diritti individuali.
Scelta Libera pone un’enfasi particolare sulla natura pre-esistente e inviolabile dei diritti fondamentali. Gli articoli 2 e 3 della Costituzione italiana sanciscono che lo Stato ha il dovere di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e la sua partecipazione alla vita sociale. Allo stesso tempo, l’articolo 32 riconosce il diritto alla libertà di cura e al principio di autodeterminazione terapeutica, principi che non possono essere messi in discussione nemmeno in situazioni di emergenza.
Tuttavia, la realtà pratica ha spesso dimostrato il contrario: leggi e decreti hanno azzerato tali diritti, spingendo i cittadini a interrogarsi su come difendere la propria libertà in un contesto in cui lo Stato sembra ignorare i suoi obblighi costituzionali.
Per Scelta Libera, la difesa della libertà passa attraverso l’utilizzo degli strumenti democratici previsti dalla Costituzione:
- Ricorso in Giudizio (Art. 24 Cost.)
Sebbene il diritto al ricorso sia un pilastro dello Stato di diritto, i risultati ottenuti in determinate materie, come la libertà terapeutica, hanno evidenziato i limiti di questo strumento. - Partecipazione Politica (Art. 48 e Art. 51 Cost.)
La partecipazione attiva alla vita politica, sia come elettori che come candidati, rappresenta un’altra via per rivendicare i propri diritti. Tuttavia, il crescente disinteresse per il voto e la percezione di una politica distante dai cittadini hanno minato l’efficacia di questo strumento. - Referendum Abrogativo (Art. 75 Cost.)
Il referendum abrogativo offre ai cittadini la possibilità di cancellare leggi contrarie ai principi inviolabili. Scelta Libera sottolinea, però, che i diritti fondamentali non dovrebbero mai essere soggetti a consultazioni popolari, in quanto rappresentano il fondamento stesso di una democrazia civile. - Votare: il voto è democrazia, la rappresentanza popolare parte dal voto, delegarla ad altri non ci permette di esercitare poi il diritto della libertà e tanto meno di difenderla.
Scelta Libera si impegna a riportare al centro del dibattito politico la tutela dei diritti inviolabili, promuovendo una cultura democratica che non ceda alla paura o alla retorica dell’emergenza. La sfida non riguarda solo il presente, ma il futuro stesso dello Stato di diritto e della libertà individuale.
La vera tutela della libertà non consiste solo nell’eliminare leggi liberticide, ma nel riaffermare con forza i principi che rendono possibile una società giusta, civile e democratica.
In un tempo in cui i diritti fondamentali sembrano sempre più fragili, Scelta Libera si propone come baluardo per far rivivere quei diritti negati, riaffermando che la libertà è un valore assoluto e inalienabile.