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Il potere di essere liberi: politica, mercati e diritti sociali

Negli ultimi quarant’anni, il panorama politico ed economico globale ha subito una trasformazione radicale. Le politiche neoliberali hanno progressivamente trasferito il controllo di interi settori economici dal pubblico al mercato, privatizzando non solo le imprese statali, ma anche il welfare e l’azione pubblica. Questo processo ha avuto conseguenze profonde sulla libertà politica e sui diritti sociali, svuotando di contenuto i principi della rappresentanza democratica e alterando il rapporto tra cittadino e Stato che Scelta Libera intende riunire.

Con il ridimensionamento del ruolo dello Stato nell’economia e la marginalizzazione dei partiti politici tradizionali, si è verificato un passaggio da un modello di governo politico a una governance sempre più dominata da logiche di mercato. Questa sostituzione non è una semplice evoluzione del governo, bensì il suo opposto: la governance implica che il potere effettivo venga trasferito dai rappresentanti eletti alle istituzioni finanziarie e agli attori del mercato globale.

L’indebolimento delle istituzioni democratiche ha reso più difficile per i cittadini influenzare le scelte politiche ed economiche, determinando una perdita di sovranità popolare. Gli Stati, vincolati da rigide regole fiscali e dalla necessità di reperire risorse attraverso il mercato finanziario, hanno progressivamente rinunciato alla capacità di promuovere politiche redistributive, delegando il benessere collettivo a dinamiche competitive e privatistiche.

Uno degli effetti più evidenti di questa trasformazione è stato l’erosione dei diritti sociali. La fine delle politiche di redistribuzione del reddito ha accentuato le disuguaglianze e reso più fragile il tessuto sociale. Il welfare, un tempo strumento fondamentale per garantire equità e protezione ai cittadini, è stato progressivamente smantellato o reso accessibile solo tramite logiche di mercato, escludendo chi non ha risorse economiche sufficienti.

Parallelamente, gli Stati si sono trovati impossibilitati a finanziare autonomamente politiche di sostegno alla popolazione, poiché il loro accesso al debito è stato rigidamente regolato dai mercati finanziari. Questo ha significato che, per ottenere risorse, gli Stati devono sottostare ai vincoli imposti dalle banche e dagli investitori privati, con la conseguenza di una minore autonomia nella definizione delle priorità politiche e sociali.

Se per decenni la libertà economica sembrava rimanere al riparo da questa dinamica, oggi assistiamo a un progressivo restringimento anche in questo ambito. La concentrazione del potere economico in poche mani, l’aumento delle barriere all’accesso ai mercati e l’uso della regolamentazione per favorire le grandi multinazionali stanno limitando la possibilità per i cittadini di intraprendere attività economiche indipendenti. La promessa neoliberale di un’economia aperta e competitiva si sta rivelando un’illusione: in realtà, le regole di mercato favoriscono sempre più i grandi attori a discapito delle piccole imprese e dei lavoratori autonomi.

L’edificio costituzionale si basa sulla centralità della persona umana, e tutte le libertà e i diritti sanciti nelle Costituzioni democratiche mirano alla piena realizzazione dell’autonomia individuale. Tuttavia, senza un’azione politica che restituisca ai cittadini il controllo sulle decisioni economiche e sociali, questa autonomia rischia di diventare un principio astratto, privo di concretezza.

Per difendere il potere di essere liberi, è necessario riscoprire il ruolo dello Stato come garante del benessere collettivo e ribilanciare il rapporto tra mercato e politica. Solo attraverso una rinnovata partecipazione democratica, uno degli obiettivi di Scelta Libera, e un ripensamento delle politiche economiche sarà possibile ricostruire un sistema che metta al centro i diritti, la giustizia sociale e la libertà reale di tutti i cittadini.