Home - News - Ambiente - Giornata della Terra: per un’ecologia della verità, non dei profitti

Giornata della Terra: per un’ecologia della verità, non dei profitti

Il 22 aprile si celebra la Giornata della Terra. Ma cosa stiamo davvero celebrando? La natura violentata dalle logiche predatorie del profitto di un’agenda blasfema come quella del green new deal? I territori devastati da opere inutili e imposte? Le politiche “green” europee a parole, ma tossiche nei fatti?

Per Scelta Libera, la Terra non è una bandiera da sventolare un giorno all’anno. È una responsabilità quotidiana, un patto da ricostruire tra l’essere umano e il mondo che lo ospita. Ma per farlo, serve un cambio di paradigma: non basta parlare di ambiente, bisogna restituire verità, giustizia e libertà anche all’ecologia.

Negli ultimi anni, sotto l’etichetta del “Green”, abbiamo visto passare progetti di controllo sociale, imposizioni tecnocratiche e transizioni energetiche gestite dalle stesse multinazionali che hanno distrutto il pianeta. Ci vogliono vendere la salvezza dopo averci venduto la malattia.

Noi diciamo no a questa ecologia di facciata. E proponiamo una visione libera, concreta e radicata:

 Le nostre proposte per una Terra davvero libera:

🔋 Sovranità energetica diffusa: basta dipendenze da lobby o monopoli. Promuoviamo comunità energetiche locali, impianti a basso impatto gestiti dai cittadini, incentivi per l’autoproduzione e il risparmio energetico reale.

🌱 Agricoltura rigenerativa e locale: Ddifendere chi coltiva la terra senza veleni, senza semi brevettati, senza schiavitù burocratica. No agli OGMno ai pesticidi sistemicisì al diritto alla sovranità alimentare e alla filiera corta.

🚫 Stop alle grandi opere inutili e imposte: tunnel, tracciati ferroviari distruttivi, eolico industriale sulle creste montane: tutto deciso senza le comunità locali. Vogliamo processi decisionali partecipativi, trasparenti e radicati nei territori.

🌍 Tutela vera della biodiversità: non basta piantare alberi in una campagna social. Serve fermare il consumo di suolo, sostenere chi custodisce ecosistemi veri: contadini, pastori, guardiani della terra. La biodiversità non è una moda: è sopravvivenza.

📱 Controllo della transizione digitale: Ll’ambiente non si difende con più satelliti, 5G ovunque e miniere a cielo aperto per estrarre terre rare. La transizione ecologica non può diventare un cavallo di Troia per la sorveglianza di massa.

🌬️ Educazione ecologica e spirituale: senza un cambio di coscienza, non ci sarà vera trasformazione. Servono scuole che parlino di cura, interconnessione, responsabilità. Serve ricucire il legame profondo tra essere umano e natura.

E qualche idea l’abbiamo avuta: cosa possiamo fare, qui e ora; le Aazioni locali per una Terra davvero libera.

🌿 1. Adottare un pezzo di terra (anche piccolo): un orto, un’aiuola, un balcone. Coltivare è un atto politico. Riprendiamoci il contatto con la terra, con i cicli naturali, con il cibo vero. Anche un vaso sul davanzale è un seme di libertà.

🧑‍🌾 2. Sostenere i contadini locali e i mercati contadini veri: boicottiamo le grandi catene che affamano il pianeta. Compriamo da chi produce con rispetto, senza chimica, senza schiavitù. Cerchiamo GAS (gruppi di acquisto solidale), mercatini agricoli, cooperative di zona.

⚡ 3. Partecipare o creare una comunità energetica: informiamoci, creiamo reti, chiediamo ai nostri comuni di attivarsi per creare impianti condivisi che abbattano i costi e l’impatto. La sovranità inizia dal contatore.

🏞️ 4. Difendere il nostro territorio da opere dannose: ogni territorio ha la sua ferita in arrivo. Ferrovie, pale eoliche speculative, cementificazioni mascherate da “rigenerazione”, fotovoltaico agricolo. Informiamoci, facciamo rete, partecipiamo alle assemblee pubbliche, diciamo no quando serve.

📚 5. Organizzare incontri, proiezioni, camminate consapevoli: la consapevolezza cresce stando insieme. Una passeggiata in natura con un agronomo, una serata con un documentario, un cerchio di parola: piccoli eventi che costruiscono coscienza collettiva e attaccamento al territorio.

📣 6. Denunciare la finta ecologia tecnocratica: usiamo i social, scriviamo lettere ai giornali locali, parliamo nelle scuole. Spieghiamo che green non è sempre sinonimo di giusto. Smontiamo, con garbo e rigore, la narrazione tossica che giustifica nuovi abusi “in nome dell’ambiente”.

🤝 7. Fare rete con realtà affini: comitati locali, movimenti contadini, educatori ambientali, medici per l’ambiente, ingegneri etici, scuole parentali: la resistenza si fa con alleanze vere. Non siamo soli.

Scelta Libera non parte da ideologie, ma da una verità: non si può difendere la Terra se non si difende la libertà dell’uomo. Le due cose sono intrecciate, inseparabili. Chi vuole padroni sulle persone, li vorrà anche sui territori. Chi crede nella sovranità individuale, crede anche nella sovranità dei popoli sulle proprie risorse.

Il 22 aprile non dev’essere una festa ipocrita. Può diventare un giorno di risveglio, di consapevolezza, di lotta. Perché amare la Terra significa anche difenderla dai nuovi colonizzatori vestiti di verde.

E soprattutto: significa non delegare più. Agire. Partecipare. Scelte libere con Scelta libera, per una Terra libera.

E noi, con Scelta Libera, ci siamo. Dalla parte della natura, della verità e della libertà.